sabato 22 aprile 2017

The Rover (2014)

Il prossimo futuro lungo le strade dell'Outback australiano.

Dieci anni dopo il crollo globale dell'economia, il solitario Eric si trova a subire il furto dell'auto da parte di una banda di sbandati che ha appena avuto un incidente stradale. Eric non si scoraggia e insegue i criminali, deciso a riprendersi la propria auto. Nel corso della ricerca l'uomo incontra Rey, un ragazzo ferito che si rivela il fratello di uno della banda, lasciato indietro dopo una sparatoria. Il furibondo Eric obbliga il giovane a stringere una pericolosa alleanza per raggiungere i fuggitivi...

A quanto pare il regista australiano David Michod non ha una grande considerazione dei suoi connazionali, e della razza umana in generale, visto che anche nella sua seconda opera "The Rover" non fanno un bella figura: meschini, violenti e crudeli. Il precedente Animal Kingdom (un titolo rivelatore) popolato da criminali e famiglie (molto) disfunzionali, il suo esordio acclamato un po' da tutte le parti, ha generato aspettative molto elevate. Il regista, quasi per volerle smorzare, ha fatto passare non pochi anni prima di tornare con un on the road spiazzante e anomalo, ascrivibile al genere post-apocalittico a fatica per via della raffigurazione di un futuro desolato non troppo lontano, in verità molto somigliante ad alcune situazioni già presenti sulla nostra cara Terra, zone enormi e dimenticate come buona parte dell'Africa centrale, messe in ginocchio dall'aridità non solo climatica ma soprattutto da una devastante crisi economica. Per la cornice ambientale, sembra di stare dalle parti del primo Mad Max, in un mondo minato dalla criminalità e mancanza di sicurezza, un posto abbandonato in cui si è in balia degli eventi.

domenica 9 aprile 2017

Il Giustiziere della Strada (1983)

Il postatomico italiano diretto da Giuliano Carnimeo.

Paese:Italia/Spagna

Una guerra nucleare ha ridotto la Terra in una landa desertica, i pochi sopravvissuti vivono nei sotterranei al riparo dai predoni che infestano le strade. Per la comunità del piccolo Tommy è un dramma apprendere che le riserve d'acqua sono finite, suo padre è salito in superficie per cercare nuove fonti ma non è più tornato, il ragazzino decide di intrufolarsi nel convoglio in uscita verso un'ultima disperata missione...

Riciclare con pochi soldi i successi più freschi e innovativi per portare a casa la pagnotta, su questo si basava il cinema di genere italiano di quegli anni. Inutile fare gli schizzinosi, il cinema di casa nostra si reggeva su questo basilare principio, e riusciva a raggiungere mirabili risultati in termini commerciali e produttivi. Ci scappava pure di creare nuovi filoni cinematografici, come i postatomici italiani,  nati come imitazioni dei capolavori Mad Max Il guerriero della Strada e 1997 Fuga da New York, oggi paiono opere talmente naif e genuine che è quasi impossibile non amarle, almeno per chi ha a cuore il vero cinema di genere di serie B, il pubblico generico invece ignora e sempre lo farà (come è giusto che sia del resto) pellicole come "Il Giustiziere della Strada", filmaccio derivativo e povero ma ancora divertente e scorrevole.

mercoledì 5 aprile 2017

Ghost in The Shell (2017)

Il live action del celebre anime di Mamoru Oshii.

Tit.originale:"Ghost in the Shell"
Paese:USA

Major è la prima ragazza-cyborg della Hanka Robotics inserita nelle fila della Sezione 9, un'organizzazione anti-terroristica cibernetica. Grazie alle sue capacità, Major è l'agente di punta utilizzata nelle missioni più pericolose che prevedono incursioni e combattimenti. Una nuova minaccia incombe sulla città con le azioni di un misterioso hacker che annuncia di avere come obbiettivo la stessa Hanka Robotics...

Molti dei cultori degli anime/manga storcono il naso mentre il grosso pubblico rimane perplesso, l'adattamento del caposaldo anime "Ghost in The Shell" dell'ormai lontano 1995, tratto a sua volta dal manga del 1989 di Masamune Shirow, ha il non facile compito di conciliare le esigenze artistiche della fonte primaria con il cinema spettacolare-digitale degli ultimi tempi, il rischio di non accontentare nessuno è alto. Le controversie non sono poche, a partire dallo stravolgimento della storia originale criptica e profonda, persino filosofica intorno all'autocoscienza delle intelligenze artificiali, a favore di uno script più semplice e canonico sulle vicende personali dell'eroina Major che mantiene sempre un recesso di umanità e la porta a essere una versione femminile di Robocop. Come spesso capita a Hollywood si è scelta una via di compromesso, mantenere l'aspetto visivo e concettuale dell'insieme a discapito del messaggio di fondo, tanto da portare molti a dire che ben poco è rimasto del "Ghost"(inteso come anima/essenza) e si è badato di più al "Shell"(guscio/conchiglia).

lunedì 3 aprile 2017

Tokyo Tribe (2014)

L'opera folle e colorata diretta da Sion Sono.

Tit.originale:"Tokyo Tribe"(intern.)
Paese:Giappone

In un prossimo imprecisato futuro, i quartieri di Tokyo sono divenuti il territorio di numerose gang giovanili che si mantengono in gran parte con traffici illeciti e violenti. L'equilibrio si spezza quando la tribù guidata dall'irascibile Mera uccide il membro di un'altra gang, a complicare la situazione è la ricerca da parte di un leader religioso di una ragazzina scappata in città. Lo scontro tra le varie fazioni pare inevitabile.

Tratto dal manga Tokyo Tribes di Santa Inoue, il film di Sion Sono è un delirante flusso di immagini, colori e tanta musica rap-hip-hop (!), al punto da essere considerato un vero musical. Un cinema contaminato di cultura manga ed esagerazioni reso unico per l'incedere sonoro musicale fatto di rime (giapponesi!) e basi ritmiche continue, una vera competizione canora inchinata alla tradizione hip hop della cultura afroamericana.  Sion Sono sguazza nelle situazioni limite sin dagli esordi, il regista bazzica più che altro gli ambienti horror e nel 2001 si fa conoscere al mondo con l'inquietante "Suicide Club", uno dei capisaldi dell'allora emergente J-horror, in questo caso propone in salsa nipponica l'incontro (im)possibile tra West Side Story e I Guerrieri della Notte.

venerdì 24 marzo 2017

Firestorm (2013)

Andy Lau poliziotto in uno scatenato action made in Hong Kong.

Tit.originale:"Firestorm"
paese:Cina/Hong Kong

L'ispettore Lui si vede sfuggire l'occasione di arrestare Cao, un pericoloso criminale che con la sua banda di rapinatori sta gettando nel caos la città. Il poliziotto sospetta come complice dei criminali di Bong, una sua vecchia conoscenza, tenta di convincerlo a collaborare per serrare i tempi della cattura, da raggiungere anche con i metodi più estremi...

Sempre più furibondo ed esagerato, un poliziesco che riflette la fretta (e furia) dei nostri tempi, concentrato più sulle dinamiche dell'azione rispetto ai personaggi che paiono compressi e con pochi spazi per emergere come persone. Il protagonista poliziotto interpretato dal veterano Andy Lau, strano non sia approdato a Hollywood un attore di tale livello e carriera (uno spiraglio si apre con il recente The Great Wall al fianco di Matt Damon), appare freddo e metodico, ossessionato dal dovere e dalla voglia di catturare ad ogni costo il criminale Cao (Jun Hu), Paco nel doppiaggio italiano (!). Il dualismo tra criminale e poliziotto e il contesto urbano portano a "Heat" di M.Mann, ma il riferimento crolla nel momento in cui si scopre che la profondità psicologica del film americano è assente nell'action di Alan Yuen, spostato a favore di un cinema cinetico di intrattenimento veloce e iperrealistico che non disdegna effetti speciali digitali.

sabato 18 marzo 2017

Kong: Skull Island (2017)

Il ritorno di King Kong al cinema.

Titolo originale:"Kong: Skull Island"
Paese:USA

1973, a seguito di rilevamenti satellitari riservati, l'agente di governo americano Randa riesce a organizzare una spedizione su un'isola inesplorata del Pacifico reclutando alcuni avventurieri e un'intera squadra militare di elicotteristi di stanza in Vietnam. A prima vista simile a un paradiso terrestre, gli uomini scoprono presto di essere in un mondo primordiale e dimenticato, dominato da un essere mostruoso: Kong, un gorilla alto decine di metri.

A hollywood si torna a puntare sui blockbuster con i mostri giganti, buona parte del merito è da ricondurre al coraggioso "Pacific Rim" (2013) di Del Toro capace di infondere nuova linfa al genere, rinvigorito dal successo del "Godzilla" americano di Gareth Edwards del 2014, senza dimenticare il clamore commerciale del redivivo franchise di Jurassic Park con Jurassic World (2015). Gli stessi produttori del film di Edwards si trovano dietro a "Kong: Skull Island", impegnati in un altro ritorno/reboot di un'icona suprema dell'immaginario fantastico: King Kong. Il mostro simbolico originato con la pietra miliare "King Kong" (1933), in seguito non ha mai avuto una degna rappresentazione, se si pensa ai poco riusciti "King Kong" (1975) del produttore italiano De Laurentis e al "King Kong" di Peter Jackson affogato in lungaggini ed effetti speciali discutibili nel 2005. La nuova opera di Jordan Vogt-Roberts si prefigge di pagare il giusto tributo al primo vero mostro (gigante) del cinema, e bisogna dire che un Kong così potente e distruttivo non si era mai visto prima.

mercoledì 15 marzo 2017

Sotto l'ombra (2016)

Un horror ambientato a Teheran negli anni 80.

Tit.originale:"Under the Shadow"
Paese:Inghilterra

1988, Teheran, mentre divampa il conflitto tra Iran e Iraq, alla giovane Shideh viene negata la possibilità di diventare medico per i suoi trascorsi politici, decide di concentrarsi sulla famiglia e in particolare della figlia Dorsa. Il marito di Shideh viene richiamato vicino al fronte per prestare servizio come medico, Shideh e Dorsa rimangono sole mentre il pericolo della guerra si avvicina con i bombardamenti, sino a quando un missile sfonda il tetto del loro condominio. Per Shideh è l'inizio di un incubo convinta che la casa sia infestata da presenze...

A scanso subito di equivoci si tratta di un film britannico, nonostante il regista Babak Anvari sia di origini iraniane così come la gran parte del cast e l'ambientazione situata in quel di Teheran. Sotto l'ombra, conosciuto anche con il titolo alternativo L'ombra della paura, è un horror più che interessante per gli svariati argomenti politico sociali messi sul piatto, uniti a una dimensione sfuggente e misterica tipica del genere. Il dimenticato conflitto tra Iran e Iraq durato dal 1980 al 1988 è lo sfondo di una vicenda che si nutre di paure all'interno di un condominio di Teheran. Si scivola dalle parti delle "case infestate" ma Babak Anvari ha ben altro in mente per il suo esordio, una suggestiva raffigurazione d'epoca sinistra e oscura che purtroppo si trascina sino ai giorni attuali.

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