sabato 25 febbraio 2017

The Rezort (2016)

Il film ambientato in un parco divertimenti "zombi".

Tit.originale:"The Rezort"
Paese:Inghilterra/Spagna/Belgio

La sciagura della piaga zombi che ha devastato l'umanità è ormai un ricordo. Gli ultimi zombi sono contenuti in un'isola e utilizzati come attrazione turistica da una organizzazione hi-tech con pochi scrupoli. In zona si concentra anche un grosso ricovero di immigrati, gente indigente che la civiltà moderna osserva con poco interesse, intanto un gruppo di nuovi clienti si avvicina per vivere un'eccitante vacanza al Rezort, il lussuoso parco-zombi monitorato da sofisticati sistemi.

Gli estimatori del filone zombi hanno molto in comune con gli amati morti viventi, sono sempre in cerca di "carne fresca" da spolpare, rappresentata da nuovi film e sensazioni da scoprire e assaporare, visto che non bastano mai. E' il caso di rivolgersi verso questo b-horror a base di ritornanti che sembra partire dal presupposto che gli zombi sono una "normalità", considerati merce, un divertimento inglobato nella società e vissuto come dei bersagli da abbattere in un safari. L'intuizione bizzarra nasconde dei chiari riferimenti cinematografici, basta difatti prendere e mischiare tra di loro "Il mondo dei Robot", "Jurassic Park" e una forte dose di "The Walking Dead" e il gioco è fatto per ottenere "The Rezort", e come nei celebri film di Crichton e Spileberg gli avvenimenti prendono una piega tragica, una perdita di controllo delle creature coinvolte a danno dei malcapitati.

martedì 21 febbraio 2017

Resident Evil: The Final Chapter (2016)

Il sesto capitolo della saga Resident Evil.

Tit.originale: "Resident Evil: The Final Chapter"
Paese:Germania/Francia/Canada/USA/Australia

Alice riemerge sola dalle macerie della Casa Bianca, l'avamposto caduto dopo l'attacco di un'orda di non morti e creature mostruose. Poco dopo viene contattata dalla Regina Rossa, l'intelligenza artificiale della Umbrella la informa di essere stata manipolata da Wesker, l'infido assassino che Alice credeva un alleato insieme al leader Dr.Isaacs ha sempre tramato sin dall'inizio per avere il controllo del T-Virus, il potente batterio che ha causato la distruzione della Terra. Esiste ancora una piccola speranza per salvare gli ultimi sopravvissuti: Alice deve raggiungere Raccoon City e introdursi nell'Alveare, il centro di comando originale della Umbrella, e trovare una fiala dell'anti-virus in grado di debellare la piaga.

I quindici anni di successo della saga Resident Evil, tanto è il lasso di tempo dal primo Resident Evil (2002), culminano con il sesto capitolo che porta il sottotitolo di The Final Chapter. Le intenzioni sono quelle di tirare le fila di una serie che non ha mai fatto della coerenza (logica) narrativa la sua maggiore prerogativa, un equivoco che unito alla scarsa aderenza con la fonte originale, il noto videogame omonimo Capcom, ha scatenato sin dall'inizio una valanga di critiche a senso unico, spesso generiche. La serie ha però retto l'urto e creato un (piccolo) universo cinematografico riconoscibile e avvincente, grazie ad alcuni fattori imprescindibili a partire dalla sua indimenticabile protagonista: Milla Jovovich, l'inossidabile Alice. Divenuta ormai l'action eroina femminile per antonomasia, Milla ha saldato intorno al suo personaggio un intero mondo post-apocalittico minacciato da virus e non-morti con una grinta e devozione fuori dal comune, una commistione di fascino, carisma e presenza fisica che solo la recente Furiosa di Charlize Theron in Mad Max Fury Road (2015) è riuscita ad avvicinare.

giovedì 9 febbraio 2017

Lone Wolf and Cub: Baby Cart in Peril (1972)

Il quarto capitolo della leggendaria serie Lone Wolf and Cub.

Tit.originale:"Lone Wolf and Cub: Baby Cart in Peril"(Intern.)
Paese:Giappone

Il formidabile Ogami Itto viene ingaggiato per assassinare Oyuki, una bella ragazza tatuata che ha rinnegato il suo padrone. Mentre Il Lupo solitario Itto e il suo Cucciolo Daigoro sono sulle tracce della donna, incrociano un misterioso uomo in cerca di vendetta che si rivela essere Gunbei,  il figlio di Retsudo Yagyu. Gunbei a seguito di un duello con Ogami Itto avvenuto in passato fu costretto ad abbandonare per sempre il proprio casato.

Dopo avere firmato i primi tre straordinari capitoli Kenji Misumi lascia la regia a Buichi Saito per la quarta avventura di Ogami Itto e del figlioletto Daigoro. La struttura di Baby Cart in Peril riprende quella del precedente capitolo (Baby Cart to Hades), padre e figlio difatti vanno incontro a situazioni simili, come il coinvolgimento forte di un personaggio femminile (ricorrente all'interno della saga) e della rivalità con un avversario uomo, di solito un samurai solitario come in questo caso rappresentato da Gunbei Yagyu, non ultimo arriva uno scontro finale che vede Ogami e il suo cucciolo fronteggiare una preponderante schiera di avversari. Il film si dimostra l' ennesimo capolavoro per quella che è forse, se la gioca con la saga The One Armed Swordsman, la migliore serie di arti marziali mai realizzata, un concentrato pazzesco di spettacolarità, magnetismo e ricostruzione storica.

giovedì 2 febbraio 2017

Tiger Mountain (2014)

Azione e patriottismo per l'ultimo film di Tsui Hark.

Tit.originale:"The Taking of Tiger Mountain"(Intern.)
Paese:Cina

1946, nord della Cina. Da poco i giapponesi hanno lasciato il paese ma il territorio è funestato da orde di banditi che hanno preso il controllo. Un piccolo distaccamento dell'esercito comunista cinese è nella zona per tentare di smantellare la banda di Lord Hawk, una potente organizzazione criminale insediata sulla Tiger Mountain che minaccia la popolazione locale. In inferiorità numerica i militari guidati dal capitano 203 tentano di fronteggiare la situazione con l'invio di una spia all'interno delle fila nemiche...

All'occhio dell'appassionato (occidentale) la svolta politica di Tsui Hark in Tiger Mountain pare piuttosto impressionante, quello che da molti è da sempre considerato il guru della New Wave del cinema di Hong Kong anni 80, quindi della forza innovativa e libertaria dei bei tempi che furono della ex-colonia inglese ormai scomparsa, è oggi un fiero "uomo di partito" allineato e coperto pronto a glorificare le gesta dell'esercito comunista. Forse ci siamo sempre sbagliati, qui dall'altra parte del globo, a considerare la Cina e il suo popolo degli ultimi 100 anni solo come semplici "prodotti" comunisti. Tiger Mountain sembra ricordarcelo con le gesta dei suoi eroi che prima di ogni altra cosa mettono in evidenza la forza di un gruppo, di un popolo, contro le avversità di ogni tipo, dai nemici sino alla scarsità di cibo (le insistite sequenze di persone che raccolgono i resti di pietanze cadute a terra). Il comunismo pare solo una conseguenza, la base restano l'unità delle persone e un intento comune (appunto).

lunedì 30 gennaio 2017

Split (2017)

Il nuovo thriller di M.Night Shyamalan penetra nei misteri della psiche umana.

Tit.originale:"Split"
Paese:USA

Tre ragazze vengono rapite nel parcheggio di un centro commerciale da Kevin, un uomo che soffre di disturbi dissociativi della personalità. La dottoressa Fletcher da diverso tempo tenta di curare l'instabilità di Kevin, ma ignora che nel paziente convivono decine di personalità nascoste, alcune di loro con istinti molto pericolosi. Le ragazze tramortite con un narcotico si risvegliano in un sotterraneo in balia del loro carnefice, in attesa di un destino imprecisato...

Il buon successo del precedente horror "The Visit" ha indotto il regista americano di origini indiane Shyamalan a replicare la collaborazione con il produttore Jason Blum, la sua Blumhouse ormai non sbaglia un colpo in termini commerciali da anni, verso un'altra opera a basso budget senza restrizioni per la creatività dell'autore di The Village. Rinfrancato dai flop blockbuster del passato recente (After Earth), Shyamalan ricerca la dignità artistica dei primi tempi, con piccole storie e ambientazioni raccolte in pochi spazi, un cinema quasi intimista dai risvolti inquietanti che da sempre lo avvicinano al genere horror. Split però è per sua natura spiazzante, non di facile collocazione al punto da farlo rientrare nella generica etichetta "thriller", questa sua natura mutevole è anche motivo di incertezza narrativa e spesso lascia trasparire dei dubbi sulle finalità della pellicola.

martedì 24 gennaio 2017

7 Grandmasters (1977)

Un classico della vecchia scuola del kung fu cinese.

Titi.originale: "7 grandmasters" (intern.)
Paese:Taiwan

L'anziano maestro di kung fu Shan Kuang Cheng è deciso a ritirarsi dalle arti marziali, ma poco prima della cerimonia di addio viene accusato da un messaggio minatorio di non essere il migliore combattente in circolazione. L'uomo rimanda la cerimonia e parte con quattro suoi studenti alla sfida con alcuni dei più forti maestri marziali del paese, nel frattempo un giovane che vuole vendicare la morte del padre insegue il gruppo con l'intento di convincere il maestro a prenderlo come allievo...

Metà anni 70, il clamore dei film di Bruce Lee ancora lungi dall'attenuarsi favorisce con vigore la produzione dei kung fu movies divenuti sempre più richiesti e la nascita di una sorta di epoca d'oro per il genere, capace di perfezionarsi in opere sempre più tecniche e spettacolari. Una situazione a dire il vero percepita a posteriori, molti anni(decenni) dopo, e solo dagli appassionati del genere che in quel periodo faticano ad avere un quadro completo anche per via della distribuzione (inesistente), problema che persiste anche al giorno d'oggi se è vero che film come "7 grandmasters" risultano tuttora inediti in Italia, stessa sorte per altri classici come Secret Rivals, Invincible Armour, per rimanere a titoli similari. 7 Grandmasters è considerato un classico del cinema di arti marziali indipendente, girato a Taiwan, l'alternativa al cinema di Hong Kong che già da anni spopolava.

mercoledì 18 gennaio 2017

Silence (2016)

La persecuzione dei gesuiti e la ricerca della fede nel nuovo film di Martin Scorsese.

Tit.originale: Silence
Paese: USA/Messico/Taiwan

I giovani preti gesuiti Rodrigues e Garupe ottengono il permesso di raggiungere il lontano Giappone in cerca di padre Ferreira, il loro mentore spirituale scomparso dopo avere abiurato la religione cristiana a seguito di torture. Decisi a ritrovare l'uomo che li ha formati, i due gesuiti affrontano una realtà violenta che punisce con la morte chi predica l'insegnamento di Cristo e ideali non conformi al volere dello Shogun.

Dopo i lupi di Wall Street e i loro inebrianti eccessi capitalistici del precedente film con DiCaprio, il celebre regista Martin Scorsese non smentisce la versatilità che lo ha reso uno dei giganti della cinematografia mondiale e si getta nel rigore storico e solenne della nuova opera intitolata Silence, un passo che corona il desiderio di un progetto maturato in circa 30 anni intorno al concetto di fede e, inevitabile, la presenza di Dio. E proprio dai tempi de "L'ultima tentazione di Cristo" (1988), altro film a carattere religioso con accenni "scabrosi", che Scorsese cova l'intenzione di adattare "Silenzio", il libro del 1966 di Shusako Endo, un bestseller capace di sconvolgere la mente dell'autore di Taxi Driver e Casino', un'incombenza che ha portato al ritorno dello sceneggiatore Jay Cocks (L'età dell'innocenza, Gangs of New York), specialista nel ricreare sfondi narrativi storici.

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