venerdì 24 marzo 2017

Firestorm (2013)

Andy Lau poliziotto in uno scatenato action made in Hong Kong.

Tit.originale:"Firestorm"
paese:Cina/Hong Kong

L'ispettore Lui si vede sfuggire l'occasione di arrestare Cao, un pericoloso criminale che con la sua banda di rapinatori sta gettando nel caos la città. Il poliziotto sospetta come complice dei criminali di Bong, una sua vecchia conoscenza, tenta di convincerlo a collaborare per serrare i tempi della cattura, da raggiungere anche con i metodi più estremi...

Sempre più furibondo ed esagerato, un poliziesco che riflette la fretta (e furia) dei nostri tempi, concentrato più sulle dinamiche dell'azione rispetto ai personaggi che paiono compressi e con pochi spazi per emergere come persone. Il protagonista poliziotto interpretato dal veterano Andy Lau, strano non sia approdato a Hollywood un attore di tale livello e carriera (uno spiraglio si apre con il recente The Great Wall al fianco di Matt Damon), appare freddo e metodico, ossessionato dal dovere e dalla voglia di catturare ad ogni costo il criminale Cao (Jun Hu), Paco nel doppiaggio italiano (!). Il dualismo tra criminale e poliziotto e il contesto urbano portano a "Heat" di M.Mann, ma il riferimento crolla nel momento in cui si scopre che la profondità psicologica del film americano è assente nell'action di Alan Yuen, spostato a favore di un cinema cinetico di intrattenimento veloce e iperrealistico che non disdegna effetti speciali digitali.

sabato 18 marzo 2017

Kong: Skull Island (2017)

Il ritorno di King Kong al cinema.

Titolo originale:"Kong: Skull Island"
Paese:USA

1973, a seguito di rilevamenti satellitari riservati, l'agente di governo americano Randa riesce a organizzare una spedizione su un'isola inesplorata del Pacifico reclutando alcuni avventurieri e un'intera squadra militare di elicotteristi di stanza in Vietnam. A prima vista simile a un paradiso terrestre, gli uomini scoprono presto di essere in un mondo primordiale e dimenticato, dominato da un essere mostruoso: Kong, un gorilla alto decine di metri.

A hollywood si torna a puntare sui blockbuster con i mostri giganti, buona parte del merito è da ricondurre al coraggioso "Pacific Rim" (2013) di Del Toro capace di infondere nuova linfa al genere, rinvigorito dal successo del "Godzilla" americano di Gareth Edwards del 2014, senza dimenticare il clamore commerciale del redivivo franchise di Jurassic Park con Jurassic World (2015). Gli stessi produttori del film di Edwards si trovano dietro a "Kong: Skull Island", impegnati in un altro ritorno/reboot di un'icona suprema dell'immaginario fantastico: King Kong. Il mostro simbolico originato con la pietra miliare "King Kong" (1933), in seguito non ha mai avuto una degna rappresentazione, se si pensa ai poco riusciti "King Kong" (1975) del produttore italiano De Laurentis e al "King Kong" di Peter Jackson affogato in lungaggini ed effetti speciali discutibili nel 2005. La nuova opera di Jordan Vogt-Roberts si prefigge di pagare il giusto tributo al primo vero mostro (gigante) del cinema, e bisogna dire che un Kong così potente e distruttivo non si era mai visto prima.

mercoledì 15 marzo 2017

Sotto l'ombra (2016)

Un horror ambientato a Teheran negli anni 80.

Tit.originale:"Under the Shadow"
Paese:Inghilterra

1988, Teheran, mentre divampa il conflitto tra Iran e Iraq, alla giovane Shideh viene negata la possibilità di diventare medico per i suoi trascorsi politici, decide di concentrarsi sulla famiglia e in particolare della figlia Dorsa. Il marito di Shideh viene richiamato vicino al fronte per prestare servizio come medico, Shideh e Dorsa rimangono sole mentre il pericolo della guerra si avvicina con i bombardamenti, sino a quando un missile sfonda il tetto del loro condominio. Per Shideh è l'inizio di un incubo convinta che la casa sia infestata da presenze...

A scanso subito di equivoci si tratta di un film britannico, nonostante il regista Babak Anvari sia di origini iraniane così come la gran parte del cast e l'ambientazione situata in quel di Teheran. Sotto l'ombra, conosciuto anche con il titolo alternativo L'ombra della paura, è un horror più che interessante per gli svariati argomenti politico sociali messi sul piatto, uniti a una dimensione sfuggente e misterica tipica del genere. Il dimenticato conflitto tra Iran e Iraq durato dal 1980 al 1988 è lo sfondo di una vicenda che si nutre di paure all'interno di un condominio di Teheran. Si scivola dalle parti delle "case infestate" ma Babak Anvari ha ben altro in mente per il suo esordio, una suggestiva raffigurazione d'epoca sinistra e oscura che purtroppo si trascina sino ai giorni attuali.

venerdì 3 marzo 2017

La città che aveva paura (1976)

Ispirato agli omicidi occorsi nel 1946 in una cittadina del Texas.

Tit.originale:"The town that dreaded sundown"
Paese:USA

1946, la piccola cittadina di Texarkana è sconvolta da una serie di aggressioni sfociate nell'omicidio portate da un misterioso uomo incappucciato. Pietrificati dal terrore i cittadini ripongono la loro fiducia nell'agente speciale Morales, giunto in città per condurre le indagini. La caccia all'assassino mascherato inizia con appostamenti e interrogatori ma il killer sembra imprendibile...

Poco conosciuta negli stessi Stati Uniti per via di una pessima distribuzione, una gemma proto-slasher dal taglio (semi)documentaristico che anticipa buona parte del cinema horror degli anni 80. E non si sta esagerando, visto che la vicenda verte tutta sulle gesta di un inquietante assassino mascherato, inoltre sapere che lo spunto proviene da fatti reali consumati negli anni 40, non fa altro che accrescere l'alone di angoscia intorno al "fantasma", come veniva chiamato, di Texarkana, piccola cittadina del Texas. Un film slasher senza saperlo di essere, uscito prima di "Halloween - la notte delle streghe" (1978) e "Venerdi 13" (1980), pellicole storiche che sembrano avere attinto a questa opera, in particolare la figura del boogeyman Jason di "venerdi 13" ha più di un debito da scontare con la pellicola diretta da Charles B. Pierce.

sabato 25 febbraio 2017

The Rezort (2016)

Il film ambientato in un parco divertimenti "zombi".

Tit.originale:"The Rezort"
Paese:Inghilterra/Spagna/Belgio

La sciagura della piaga zombi che ha devastato l'umanità è ormai un ricordo. Gli ultimi zombi sono contenuti in un'isola e utilizzati come attrazione turistica da una organizzazione hi-tech con pochi scrupoli. In zona si concentra anche un grosso ricovero di immigrati, gente indigente che la civiltà moderna osserva con poco interesse, intanto un gruppo di nuovi clienti si avvicina per vivere un'eccitante vacanza al Rezort, il lussuoso parco-zombi monitorato da sofisticati sistemi.

Gli estimatori del filone zombi hanno molto in comune con gli amati morti viventi, sono sempre in cerca di "carne fresca" da spolpare, rappresentata da nuovi film e sensazioni da scoprire e assaporare, visto che non bastano mai. E' il caso di rivolgersi verso questo b-horror a base di ritornanti che sembra partire dal presupposto che gli zombi sono una "normalità", considerati merce, un divertimento inglobato nella società e vissuto come dei bersagli da abbattere in un safari. L'intuizione bizzarra nasconde dei chiari riferimenti cinematografici, basta difatti prendere e mischiare tra di loro "Il mondo dei Robot", "Jurassic Park" e una forte dose di "The Walking Dead" e il gioco è fatto per ottenere "The Rezort", e come nei celebri film di Crichton e Spileberg gli avvenimenti prendono una piega tragica, una perdita di controllo delle creature coinvolte a danno dei malcapitati.

martedì 21 febbraio 2017

Resident Evil: The Final Chapter (2016)

Il sesto capitolo della saga Resident Evil.

Tit.originale: "Resident Evil: The Final Chapter"
Paese:Germania/Francia/Canada/USA/Australia

Alice riemerge sola dalle macerie della Casa Bianca, l'avamposto caduto dopo l'attacco di un'orda di non morti e creature mostruose. Poco dopo viene contattata dalla Regina Rossa, l'intelligenza artificiale della Umbrella la informa di essere stata manipolata da Wesker, l'infido assassino che Alice credeva un alleato insieme al leader Dr.Isaacs ha sempre tramato sin dall'inizio per avere il controllo del T-Virus, il potente batterio che ha causato la distruzione della Terra. Esiste ancora una piccola speranza per salvare gli ultimi sopravvissuti: Alice deve raggiungere Raccoon City e introdursi nell'Alveare, il centro di comando originale della Umbrella, e trovare una fiala dell'anti-virus in grado di debellare la piaga.

I quindici anni di successo della saga Resident Evil, tanto è il lasso di tempo dal primo Resident Evil (2002), culminano con il sesto capitolo che porta il sottotitolo di The Final Chapter. Le intenzioni sono quelle di tirare le fila di una serie che non ha mai fatto della coerenza (logica) narrativa la sua maggiore prerogativa, un equivoco che unito alla scarsa aderenza con la fonte originale, il noto videogame omonimo Capcom, ha scatenato sin dall'inizio una valanga di critiche a senso unico, spesso generiche. La serie ha però retto l'urto e creato un (piccolo) universo cinematografico riconoscibile e avvincente, grazie ad alcuni fattori imprescindibili a partire dalla sua indimenticabile protagonista: Milla Jovovich, l'inossidabile Alice. Divenuta ormai l'action eroina femminile per antonomasia, Milla ha saldato intorno al suo personaggio un intero mondo post-apocalittico minacciato da virus e non-morti con una grinta e devozione fuori dal comune, una commistione di fascino, carisma e presenza fisica che solo la recente Furiosa di Charlize Theron in Mad Max Fury Road (2015) è riuscita ad avvicinare.

giovedì 9 febbraio 2017

Lone Wolf and Cub: Baby Cart in Peril (1972)

Il quarto capitolo della leggendaria serie Lone Wolf and Cub.

Tit.originale:"Lone Wolf and Cub: Baby Cart in Peril"(Intern.)
Paese:Giappone

Il formidabile Ogami Itto viene ingaggiato per assassinare Oyuki, una bella ragazza tatuata che ha rinnegato il suo padrone. Mentre Il Lupo solitario Itto e il suo Cucciolo Daigoro sono sulle tracce della donna, incrociano un misterioso uomo in cerca di vendetta che si rivela essere Gunbei,  il figlio di Retsudo Yagyu. Gunbei a seguito di un duello con Ogami Itto avvenuto in passato fu costretto ad abbandonare per sempre il proprio casato.

Dopo avere firmato i primi tre straordinari capitoli Kenji Misumi lascia la regia a Buichi Saito per la quarta avventura di Ogami Itto e del figlioletto Daigoro. La struttura di Baby Cart in Peril riprende quella del precedente capitolo (Baby Cart to Hades), padre e figlio difatti vanno incontro a situazioni simili, come il coinvolgimento forte di un personaggio femminile (ricorrente all'interno della saga) e della rivalità con un avversario uomo, di solito un samurai solitario come in questo caso rappresentato da Gunbei Yagyu, non ultimo arriva uno scontro finale che vede Ogami e il suo cucciolo fronteggiare una preponderante schiera di avversari. Il film si dimostra l' ennesimo capolavoro per quella che è forse, se la gioca con la saga The One Armed Swordsman, la migliore serie di arti marziali mai realizzata, un concentrato pazzesco di spettacolarità, magnetismo e ricostruzione storica.

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