47 Metri (2016)

Lo shark-movie ambientato nelle profondità del mare.

Tit.originale:"47 Meters Down"
Paese: Inghilterra

Le sorelle Kate e Lisa sono in vacanza in Messico per distrarsi dalle preoccupazioni quotidiane, per le giovani fila tutto a meraviglia, tra ragazzi e feste sulla spiaggia. Decidono di concedersi un piccolo brivido con un'escursione subacquea: calarsi al largo dentro a una gabbia per guardare gli squali da vicino. L'imprevisto è dietro l'angolo quando il cavo che regge la gabbia si spezza facendo scivolare sul fondo le ragazze in balia degli squali...

Di solito incanalate nelle produzioni di serie b, la famigerata saga Sharknado ha fatto parlare di sé non poco in questi anni, le pellicole con gli squali assassini non sembrano conoscere crisi e talvolta  riescono ad essere dei titoli che valgono la pena di essere visti. E' il caso dell'inglese "47 Metri" che spartisce con il coevo "Paradise Beach: Dentro l'incubo" (The Shallows, 2016) la palma del migliore shark-movie degli ultimi tempi, due pellicole a prima vista simili ma differenti per la messa in scena e senso dello spettacolo che li rende in qualche modo complementari. Se il film con l'avvenente Blake Lively diretto da Jaume Collet-Serra pare più sbilanciato ai registri blockbuster e ricco di effetti speciali, il più essenziale e claustrofobico "47 Metri" ha dalla sua un incedere più vicino alla realtà, senza contare il fatto che buona parte del suo svolgimento è tutto ambientato nelle profondità marine.

Non che gli effetti speciali (visual effects) manchino nel film diretto da Johannes Roberts, ma la produzione è abile a renderli meno invasivi del solito, centellinati nella creazione di un contesto il più possibile realistico, al netto delle inevitabili forzature di sceneggiatura presenti anche in "47 Metri". Come facile intuire il titolo si riferisce alla profondità in metri in cui le due protagoniste precipitano sul fondo dell'oceano, a seguito di un incidente che spezza l'equilibrio sereno della prima parte dell'opera incentrata sull'introduzione dei personaggi. Prima di arrivare al dunque, per intenderci a pochi centimetri dei temuti squali, vanno via circa trenta minuti preparatori utili per conoscere le due protagoniste, in particolare la bella Lisa di Mandy Moore (This Is Us, serie tv) fresca di separazione dal fidanzato rimasto a casa. Come ben sanno gli sceneggiatori bisogna prima fare entrare in sintonia lo spettatore e creare quel minimo di attaccamento ai personaggi.

La bionda sorella di Lisa è interpretata da Claire Holt, altrettanto bella se non di più, altra faccia nota delle serie tv (The Vampire Diaries) gioca il ruolo della tipa intraprendente e istintiva. Da notare che le due attrici per tutta la seconda parte devono sacrificare la loro bellezza, per via delle maschere e attrezzature da immersione che in pratica nascondono volti e corpi. Il film diretto da Johannes Roberts, qui al momento alla sua migliore prova, oltre alla minaccia rappresentata dagli squali tende a porre molta enfasi sui pericoli delle immersioni, sui tempi di risalita in superficie per la compensazione della pressione, alla limitazione dell'ossigeno delle bombole scandito con ossessive inquadrature sull'indicatore a tacche delle protagoniste, inoltre a fenomeni collaterali come la narcosi da azoto, un'ebbrezza causata dall'azoto nelle bombole che può provocare euforia accompagnata da allucinazioni.

Gli squali in "47 Metri" fanno paura, si vedono poco ma quando arrivano sono impressionanti, grazie anche al buio denso dei fondali che li circonda e dal quale sbucano all'improvviso, ogni qual volta appaiono in scena si rimane senza fiato, e per uno shark-movie vuol dire tanto. Il film si trasforma di fatto in un angusto e soffocante survival horror, con alcune sequenze improbabili di troppo ma sulle quali si può bene chiudere un occhio, può contare inoltre di un efficace colonna sonora ossessiva e metallica firmata dai grandi Tomandandy, specialisti ormai delle soundtrack horror (Resident Evil Afterlife, Sinister 2). Piccola parte per Matthew Modine, il capitano dell'imbarcazione Taylor che ha l'ingrato compito di comunicare via radio (con difficoltà) con le due sventurate cadute negli abissi. 47 Metri è uno shark-movie ansiogeno al punto giusto e già divenuto uno dei più apprezzati dai fan all'interno del filone.

Rating:7/10

Articolo apparso in origine qui:https://www.cinemaz.com/recensioni/10165-47-metri.html

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