Annabelle 2: Creation (2017)

Il prequel del fortunato horror Annabelle.

Tit.originale: Annabelle: Creation
Paese: USA

Il creatore di bambole Samuel Mullins e la moglie Esther vedono morire in un tragico incidente la figlia Annabelle. Alcuni anni dopo i coniugi ospitano nella loro grande casa in mezzo ai campi una suora e un gruppo di giovani orfane, ben presto le ragazze si confrontano con avvenimenti strani legati alla presenza di un'inquietante bambola...

La premessa doverosa è sapere che il primo Annabelle (2014) è uno spin-off dell'horror The Conjuring (2013), il capostipite di un successo mondiale messo in piedi dal regista/produttore James Wan. Annabelle: Creation si pone come ulteriore tassello in grado di sbancare i botteghini di mezzo mondo e raccontare gli antefatti che hanno portato l'arrivo dell'inquietante bambola Annabelle, da sottolineare come l'immaginario di Wan sia popolato da pupazzi-mostri sin dai tempi di Saw-L'enigmista (2004). In questa nuova incursione siamo dinnanzi a una robusta pellicola horror che non delude i fan del primo film e chi è affascinato dalla presenza di vecchie bambole, dagli albori del genere un motivo ricorrente che ha solleticato le paure degli spettatori, per gli appassionati del filone di recente si ricorda il tutto sommato accettabile The Boy (2016).

Lasciava perplessi la scelta di affidare la regia a David F. Sanberg reduce dal mediocre "Lights Out", ma i danni sono stati contenuti nonostante alcune auto-citazioni evitabili (le scene con le luci accese/spente, appunto) e pare un altro alla guida di quello che giunge come un vero e proprio prequel ambientato nel passato, il trend dell'horror d'epoca sembra ritornare nel cinema americano. Il prologo situato negli anni 40 introduce a un horror molto curato nelle scenografie e sin da subito con una buona tensione, la bella trovata dei messaggi di carta, e precipita nel dolore di una perdita prematura. La vicenda si sposta nel decennio successivo e la casa dei Mullins si trasforma in un gineceo per l'arrivo di un nutrito cast femminile, con il Sig. Mullins di Anthony LaPaglia, che se ne va in giro per tutto il film con una faccia da funerale, a interpretare l'unico personaggio maschile importante.

A guidare il nucleo di orfane ragazzine la suora di Stephanie Sigman è al limite della credibilità, visto che l'attrice a stento nasconde la bellezza che l'ha portata a essere una Bond-girl in Spectre, tra le più giovani spiccano le bionde Lulu Wilson (Linda), divenuta una sorta di mini icona del genere per essere già nei similari Liberaci dal male (2014) e Ouija: l'origine del male (2016), e Talitha Bateman (La Quinta onda) nel ruolo della paraplegica Janice. Le parti migliori, ma non vi era da dubitare, sono le sequenze dominate dall'incombere della bambola maledetta, anche se in gran parte risapute son ben congegnate e senza il ricorso a particolari effetti speciali, altro aspetto che fa ben sperare per l'horror contemporaneo americano. Piace l'atmosfera di maledizione e l'inevitabile destino funesto in agguato, a giovarne è la prima parte di pellicola ma anche la conclusione riesce a reggere gli inevitabili innesti/retroscena tipici dei prequel, senza contare alcuni momenti notevoli (la scena notturna vicino al pozzo) che sembrano un elegante omaggio al J-horror.

David F. Sanberg dimostra di sapere inquietare, non arriva a fare saltare sulla poltrona (adesso non esageriamo), ma l'utilizzo del sonoro e in particolare dell'ossessivo campanello di richiamo utilizzato dalla misteriosa reclusa Miss. Simmons, una poco riconoscibile Miranda Otto, regala alcuni dei migliori momenti di Annabelle: Creation. Maledizioni del passato, case infestate e influenze demoniache si fanno strada in un sequel forse non trascendentale ma degno di nota, con un finale che strizza l'occhio al primo capitolo, in un gioco a incastri che è da sempre costume in ogni saga di rispetto. Nei titoli di coda altri motivi di interesse per l'arrivo di due sequenze anticipatrici sempre legate al mondo dell'occulto creato da James Wan.

Rating:7/10

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